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Erogatori Acqua per le Università di Roma

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Aggiornato: Giugno 2026 — di Alessio, AcqueDotto Italia

💧 Risposta Rapida: gli erogatori acqua a rete sono ormai lo standard nei campus di Roma — Tor Vergata, Sapienza e Roma Tre hanno già eliminato le bottigliette di plastica. Per un ateneo si tratta di scalare la flotta in modo conforme al D.Lgs. 18/2023 (art. 17), acquistando via MePa, S.Tel.LA o gara, con erogatori collegati alla rete idrica, filtrazione e lampada UV germicida per acqua microbiologicamente sicura. AcqueDotto Italia è produttore Made in Italy già a sistema sulle piattaforme della Regione Lazio.

Gli erogatori acqua per le università di Roma non sono più una sperimentazione: sono lo standard plastic-free dei campus della Capitale. Il progetto GOCCIA dell’Università di Tor Vergata ha erogato, tra febbraio 2019 e settembre 2020, oltre 649.000 litri di acqua di rete, evitando circa 1,3 milioni di bottigliette e quasi 17 tonnellate di PET (fonte: Università di Tor Vergata). Sapienza e Roma Tre hanno seguito con i propri programmi.

Per l’ufficio acquisti di un ateneo, quindi, la domanda non è “se” ma “come”: come scalare la flotta di erogatori su decine di edifici in modo conforme, documentato e con acqua sicura per studenti e personale. Questa guida risponde a chi gestisce procurement, patrimonio e sostenibilità negli atenei romani.

AcqueDotto Italia (CGP Group s.r.l.s.) è produttore diretto Made in Italy dal 1994, con team tecnico interno, iscritta a S.Tel.LA per la Regione Lazio e abilitata al MePa — lo stesso canale con cui gli atenei romani hanno già acquistato i loro erogatori.

Indice dei Contenuti

  • Le Università di Roma Sono Già Plastic-Free: I Numeri
  • Cosa Obbliga la Legge: D.Lgs. 18/2023 nei Campus
  • Come Acquista un Ateneo: Il Procurement Universitario
  • I Codici CPV Giusti per la Tua Procedura
  • Quali Erogatori per un Campus ad Alta Affluenza
  • La Soluzione AcqueDotto Italia per gli Atenei del Lazio
  • FAQ — Domande Frequenti

Le Università di Roma Sono Già Plastic-Free: I Numeri

Il movimento parte dalla RUS — Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile, che ha individuato gli erogatori di acqua di rete tra le best practice per eliminare la plastica monouso negli atenei italiani. Roma è in prima fila, con tre casi documentati.

Università di Tor Vergata ha lanciato nel 2019 il progetto GOCCIA (Goal One – Cambiamento Climatico In Ateneo), passando da 10 a 26 erogatori distribuiti nelle Facoltà e Macroaree. I numeri ufficiali parlano da soli.

Progetto GOCCIA — Tor VergataDato
PeriodoFeb 2019 – Set 2020
Litri di acqua di rete erogati649.735
Bottigliette di plastica evitate~1.299.470
PET non prodotto16.893 kg
Punti di erogazione26

Sapienza Università di Roma ha avviato il programma “Sapienza plastic free”, potenziando le fontanelle della Città Universitaria e bandendo bottiglie e bicchieri di plastica nelle conferenze interne (comunicazione prot. n. 0059243 del 03/07/2019). Roma Tre ha distribuito borracce metalliche agli studenti, diventate un segno distintivo dell’ateneo.

Il dato strategico per un provveditorato: gli erogatori GOCCIA sono stati individuati tramite MePa, collegati alla rete idrica, dotati di lampada UV germicida e filtro a carbone attivo argentizzato, con acqua refrigerata naturale o frizzante. È esattamente il profilo tecnico che un campus moderno richiede — e che AcqueDotto produce in Italia.

Cosa Obbliga la Legge: D.Lgs. 18/2023 nei Campus

Oltre alla spinta volontaria della sostenibilità, c’è un obbligo di legge. Il D.Lgs. 18/2023 (recepimento della Direttiva UE 2020/2184, in vigore dal 21 marzo 2023) impone all’art. 17 a regioni, PA ed enti pubblici di creare punti di erogazione dell’acqua negli spazi ed edifici pubblici. Le università pubbliche rientrano pienamente nel perimetro.

Il decreto trasferisce inoltre la responsabilità della qualità dell’acqua dal contatore al rubinetto in capo al GIDI (Gestore Idrico della Distribuzione Interna), che per un ateneo è il responsabile tecnico-patrimoniale o un soggetto delegato. Per gli edifici a maggior rischio servono valutazione e gestione del rischio, con prima scadenza al 12 gennaio 2029 e sanzioni per l’ente inadempiente fino a 30.000 euro.

Nei campus le classi di edificio più frequenti sono due: le mense universitarie e la ristorazione collettiva (Classe C), che richiedono un piano di autocontrollo con monitoraggio su piombo e Legionella, e gli edifici pubblici ad alta frequentazione (aule, biblioteche, uffici) soggetti all’obbligo art. 17 dei punti di erogazione. Conoscere la classe di ogni immobile è il primo passo per istruire correttamente la fornitura.

Come Acquista un Ateneo: Il Procurement Universitario

Un’università pubblica è un ente autonomo che acquista attraverso canali tracciati, disciplinati dal D.Lgs. 36/2023 (Codice dei Contratti Pubblici). Per gli erogatori i percorsi sono tre, in funzione dell’importo.

ImportoStrumentoCome funziona
< 5.000 €Affidamento direttoDetermina del RUP
5.000 – 140.000 €MePa / S.Tel.LARdO o Ordine Diretto a fornitore abilitato
> 140.000 €Gara / Accordo quadroBando, capitolato, commissione

Per forniture campus-wide su molti edifici, l’accordo quadro è spesso lo strumento più efficiente: l’ateneo aggiudica una volta e poi attiva ordini applicativi man mano che estende la flotta.

Mentre per gli ordini sotto soglia comunitaria il MePa resta il canale ordinario — quello già usato dagli atenei romani. In Lazio, la piattaforma S.Tel.LA della Centrale Acquisti regionale è il riferimento telematico.

Come ci dicono i responsabili acquisti che ci contattano: “Ho già il via libera dalla delega sostenibilità. Quello che mi blocca è trovare un fornitore a sistema che mi sappia dimensionare la flotta e consegnare la documentazione conforme.” È esattamente il punto in cui un produttore strutturato fa la differenza rispetto al rivenditore occasionale.

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Quali Erogatori per un Campus ad Alta Affluenza

Un campus universitario è un ambiente ad altissima frequentazione: migliaia di studenti e di personale tecnico-amministrativo-bibliotecario, con picchi tra una lezione e l’altra. L’erogatore giusto deve reggere il flusso e garantire sicurezza. Le caratteristiche che fanno la differenza:

  • Collegamento alla rete idrica (no boccioni, no logistica di consegne e smaltimento).
  • Lampada UV germicida per acqua microbiologicamente sicura — fondamentale con utenza numerosa.
  • Erogazione ad alta portata e doppia bocchetta, per riempire borracce da 1 litro e ridurre i tempi di attesa.
  • Acqua refrigerata, naturale o frizzante, per massimizzare l’adozione e l’abbandono delle bottigliette.
  • Monitoraggio dei filtri con manutenzione programmata e analisi periodiche.

Sono esattamente i requisiti che le università romane hanno già adottato. La scelta tra modello soprabanco, a colonna o a fontanella dipende dalla collocazione (atrio, biblioteca, mensa, corridoio di facoltà) e va dimensionata sui flussi reali.

La Soluzione AcqueDotto Italia per gli Atenei del Lazio

AcqueDotto Italia affianca agli erogatori un pacchetto completo pensato per gli enti pubblici: prodotto Made in Italy, conformità documentale e assistenza con team interno. Per un ateneo romano questo significa tre vantaggi concreti.

Primo: siamo già a sistema. Iscritti a S.Tel.LA per la Regione Lazio e abilitati al MePa, siamo raggiungibili subito con una RdO, un ordine diretto o nell’ambito di un accordo quadro. Secondo: acqua sicura per migliaia di utenti. I nostri erogatori integrano sterilizzazione UV e materiali antimicrobici — il livello richiesto da un’utenza di campus. Terzo: produttore diretto dal 1994, con tecnici interni che dimensionano e manutengono la flotta, senza installatori esterni irreperibili dopo l’aggiudicazione.

Sul piano economico, il noleggio operativo trasforma l’investimento in costo di gestione, con manutenzione, ricambi e documentazione inclusi nel canone — formula ideale per un ente che vuole scalare la flotta senza immobilizzare capitale. I prezzi sono sempre a partire da e definiti su preventivo, dimensionati sul numero di punti e sui flussi.

L’impatto ambientale è rendicontabile nei bilanci di sostenibilità dell’ateneo e nei ranking come GreenMetric. Ogni erogatore a rete elimina in media:

Dato annuo per erogatoreValore
Bottiglie monouso eliminate1.440
Plastica PET non prodotta43 kg
CO₂ risparmiata108 kg

Su una flotta di 30 erogatori — la scala di un ateneo medio — significa oltre 43.000 bottiglie e più di 3 tonnellate di CO₂ evitate ogni anno: numeri che entrano direttamente nella reportistica RUS e SDG dell’università.

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Per inquadrare l’intera offerta verso il pubblico della Capitale parti dalla guida madre Erogatori Acqua per Enti Pubblici a Roma. Se gestisci anche scuole o sanità, vedi le pagine gemelle Erogatori Acqua per le Scuole di Roma ed Erogatori Acqua per ASL e Aziende Sanitarie a Roma. Per il quadro normativo nazionale completo c’è la Guida Erogatori Acqua Enti Pubblici e PA.

Perché Fidarsi di AcqueDotto Italia

AcqueDotto Italia (CGP Group s.r.l.s.) opera nel trattamento acque dal 1994, con sede e showroom fisico a Frosinone (Via Berna 22). Produciamo direttamente i nostri impianti, certificati dal Ministero della Salute (D.M. 25/2012, D.M. 174/2004), e li installiamo e manuteniamo con team tecnico interno. Siamo iscritti a S.Tel.LA per la Regione Lazio e abilitati al MePa, e affianchiamo enti pubblici, atenei e strutture scolastiche con la documentazione completa per ogni procedura. Operiamo su tutta la regione con sopralluoghi gratuiti: Roma, Frosinone, Latina, Viterbo, Rieti.

Sei un ufficio privato e non un ente pubblico? Fuori dalle procedure MePa il percorso è più diretto: erogatori acqua per ufficio a Roma.

FAQ — Domande Frequenti

Come Può un’Università di Roma Acquistare Erogatori d’Acqua?

Attraverso i canali tracciati della PA: affidamento diretto sotto 5.000 €, RdO o ordine diretto su MePa e S.Tel.LA tra 5.000 e 140.000 €, gara o accordo quadro oltre soglia. Gli atenei romani come Tor Vergata hanno già acquistato i propri erogatori tramite MePa, da fornitori abilitati.

Le Università Sono Obbligate a Installare Erogatori d’Acqua?

Sì. L’art. 17 del D.Lgs. 18/2023 impone agli enti pubblici, università incluse, di creare punti di erogazione dell’acqua negli edifici pubblici. Le mense rientrano in Classe C con piano di autocontrollo. La prima scadenza per gli obblighi di gestione del rischio è il 12 gennaio 2029.

Meglio i Boccioni o gli Erogatori a Rete in un Campus?

Per un campus ad alta affluenza convengono nettamente gli erogatori a rete: si collegano all’acquedotto, eliminano la logistica delle bombole, hanno costo a canone prevedibile e garantiscono sicurezza microbiologica con filtrazione e UV. È la scelta già adottata dagli atenei romani.

Quali Caratteristiche Deve Avere un Erogatore Universitario?

Collegamento alla rete idrica, lampada UV germicida, alta portata con doppia bocchetta per borracce da 1 litro, acqua refrigerata naturale o frizzante, e monitoraggio dei filtri con manutenzione programmata. Sono i requisiti per reggere migliaia di utilizzi al giorno in sicurezza.

Quanto Aiuta un Erogatore negli Obiettivi di Sostenibilità dell’Ateneo?

Ogni erogatore a rete elimina in media 1.440 bottiglie e 108 kg di CO₂ l’anno. Su 30 punti significa oltre 43.000 bottiglie e più di 3 tonnellate di CO₂ evitate annualmente — dati rendicontabili nei report RUS, SDG e nei ranking di sostenibilità come GreenMetric.

AcqueDotto È Già Abilitata per gli Atenei del Lazio?

Sì. AcqueDotto Italia è iscritta a S.Tel.LA, la piattaforma della Centrale Acquisti della Regione Lazio, e abilitata al MePa, quindi raggiungibile direttamente con una RdO, un ordine diretto o nell’ambito di un accordo quadro d’ateneo.

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